R. Di Francesco
Lesioni degli edifici

Documentazione fotografica
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FOTO 1. Arco rigido a doppio vincolo, tendente al collasso per cedimento della fondazione sul lato sinistro; da notare l’analogia con la deformazione per azione di carichi concentrati (rif. capitolo 1).
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FOTO 2. Particolare della foto 1; la deformazione è dipesa da un assestamento differenziale del terreno tra i due vincoli.
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FOTO 3. Arco tendente al collasso per cedimento del vincolo sinistro; il muro a sinistra della foto ha subito un moto complesso dato dalla combinazione di un cedimento della fondazione con una rotazione secondaria (rif. nota 5.19). Occorre considerare che lo stesso è prospiciente al muro visibile nella foto 4, uniti da un setto portante che ha subito un cedimento per prevalente traslazione verticale.
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FOTO 4. Lesione, da azione combinata di flessione+taglio, per cedimento della fondazione (inflessione – rif. capitolo 7); il muro è connesso ortogonalmente (giunto ad L) ad un altro setto a sua volta oggetto di un cedimento per combinazione di traslazione+rotazione. Da notare la tendenza della lesione all’estinzione verso il basso.
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FOTO 5. Edifici interessati da una frana complessa, senza comparsa di quadri fessurativi; occorre in tale caso notare che i terreni del settore di monte di una frana subiscono sempre un fenomeno di rilassamento (deformazione) associato allo scarico tensionale, con particolare riferimento alla tensione orizzontale (rif. nota 4.10 e capitolo 8 - Quadro 1). Nel tempo lo stesso può infine produrre lesioni sulle strutture inizialmente scevre (per gentile concessione di Di Matteo L.).
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FOTO 6. Lesioni rettilinee presenti sull’estradosso di un corrimano in laterizio.
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FOTO 7. Vista dell’intradosso del corrimano di cui alla foto 6: le lesioni sono da imputare all’ossidazione dei ferri longitudinali di armatura (rif. capitolo 2), gli unici presenti, del supporto in calcestruzzo debolmente armato.
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FOTO 8. Resti di una colonna greca, ad Olimpia, costruita con calcare fossilifero, friabile e poco resistente alle aggressioni atmosferiche.
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FOTO 9. Lesioni per inflessione di un architrave in legno (rif. capitolo 7); la deformata dell’architrave ricalca lo schema statico di una trave isostatica (rif. fig. 3.11-A), stante il modesto tratto di ancoraggio alla muratura.
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FOTO 10. Lesioni per inflessione dell’architrave costituito da un arco a sesto ribassato; notare la tipica tendenza delle lesioni a convergere verso l’alto rispetto ad una ipotetica retta verticale di massimo cedimento (rif. fig. 6.26).
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FOTO 11. Lesioni subverticali da schiacciamento (rif. fig. 16), presenti su un pilastro in muratura a sezione circolare.
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FOTO 12. Particolare delle lesioni di cui alla foto 11.
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FOTO 13. Sezione di una volta parzialmente crollata grazie alla quale è possibile leggere la stratigrafia dei materiali, con la cortina inferiore di mattoni pieni ed il materiale di riempimento in terra.
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FOTO 14. Lesioni, quasi simmetriche, per cedimento localizzato dei vincoli di un architrave; il problema è risultato causato dall’azione puntuale di travi in legno spingenti, agenti agli estremi dell’architrave.
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FOTO 15. Lesione da trazione (quasi)pura, per evoluzione lenta (in campo viscoelastico – rif. capitolo 6) di una frana complessa di origine traslazionale.
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FOTO 16. Particolare della lesione di cui alla foto precedente, dalla quale è possibile identificare la direzione suborizzontale dei vettori spostamento.
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FOTO 17. Sviluppo di ponti termici (rif. capitolo 3) al contatto tra la struttura in calcestruzzo armato e la tamponatura, nonostante la presenza del rivestimento in mattoncini a faccia vista; senza tale cortina protettiva vedremmo lesioni a sviluppo rettilineo sul perimetro di tutte le tamponature.
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FOTO 18. Cedimento, quasi uniforme, dei plinti del fronte di una scuola media, sottolineato da lesioni a direttrice suborizzontale del setto pressoinflesso e da lesioni di riflesso sui muri a L per azione di flessione+taglio.
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FOTO 19. Lesioni a direttrice subverticale dovuta a shock termico, causato dalla presenza di un canna fumaria; l’edificio è inserito in ambiente montano.
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FOTO 20. Lesione dovuta ad una rotazione rigida del blocco di destra, costruito in tempi successivi rispetto a quello di sinistra; il cedimento è diretto verso destra in basso.
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FOTO 21. Particolare della foto precedente, che denota la tendenza della muratura a sviluppare un giunto tecnico irregolare, catturato in basso dall’apertura costituente un settore di debolezza strutturale.
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FOTO 22. Ulteriore particolare della foto 20 con la lesione che, dopo essere stata catturata dall’apertura, viene rifratta in relazione alla presenza di un vincolo locale; quindi la stessa deve essere considerata appartenente al medesimo cinematismo e non denotante un cedimento del settore in basso a sinistra.
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FOTO 23. Lesioni da carico concentrato esercitato da una trave in calcestruzzo armato poggiante su muratura portante, aggravata da lesioni da taglio all’incastro. Il problema sarebbe stato evitato utilizzando una "trave dormiente", ovvero un elemento di appoggio della trave principale, inserito nella muratura e con lo scopo di ripartizione dei carichi.
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FOTO 24. Particolare della lesione da taglio della foto precedente (rif. capitolo 7), passante l’intera sezione resistente e pertanto pericolosa; la stessa è risultata causata da un insufficiente armatura a taglio che in genere avviene piegando a 45°, in prossimità degli appoggi, i ferri longitudinali inferiori (sul lato a trazione) che passano quindi sul lato superiore. Oggigiorno, in funzione dell’inversione del taglio sismico, è preferibile armare a taglio con un aumento localizzato delle staffe.
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FOTO 25. Lesione di dubbia interpretazione con apertura massima in basso, presso le fondazioni, e tendenza alla chiusura verso l’alto; la prima interpretazione addusse la responsabilità ad un movimento lento, per frana, dei terreni di fondazione (rif. capitolo 8).
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FOTO 26. Vista dall’interno della lesione di cui alla foto precedente, chiaramente dipendente da movimenti di versante come dimostrato da successivi studi geomorfologici.
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FOTO 27. Possibili lesioni da trazione su muro in calcestruzzo armato, di recente costruzione, ubicato su versante di modesta pendenza.
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FOTO 28. Particolare di una delle lesioni presenti sul muro della foto 27: le stesse sono in realtà riprese di getto mal eseguite, un problema non statico ma che potrebbe comportare lo sviluppo di tensioni tangenziali da ritiro differenziale (rif. – capitolo 2).
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FOTO 29. Lesioni reticolari su intonaco di recente realizzazione; le stesse, proprio per geometria quasi a ragnatela, devono essere considerate fisiologiche e dipendenti da presenza di umidità e/o un eccessivo spessore dell’intonaco (rif. introduzione e capitolo 2).
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FOTO 30. Lesioni diffuse a macchia di leopardo, pertanto senza un trend ben preciso, presenti su murature portanti.
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FOTO 31. Le lesioni della foto 30 sono risultate fisiologiche e non patologiche, in quanto rappresentanti l’azione biologica di un’edera rampicante successivamente eliminata dalle facciate.
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FOTO 32. Lesioni per cedimento strutturale di un architrave costituito da un arco a sesto ribassato, come denotato dalla dislocazione dei mattoni causata da una rottura per taglio verticale agli appoggi (rif. capitolo 7).
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FOTO 33. Ricostruzione delle isostatiche di massima e minima tensione associate ad una lesione a geometria irregolare; notare come il ramo verticale della lesione presenti vettori spostamento congruenti con la porzione superiore inclinata verso sinistra (rif. capitolo 1).
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FOTO 34. Quadro fessurativo complesso dipendente da varie cause: a) la lesione orizzontale è dovuta ad una modesta insufficienza a flessione della trave fonda perimetrale; b) la lesione a 45° presso l’incastro è dovuta ad una fessurazione diagonale da trazione per taglio; c) le ulteriori lesioni sono imputabili a ponti termici.
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FOTO 35-36. La torre pendente di Saint Morizt (Svizzera), seconda solo alla Torre di Pisa, quale chiaro esempio di rotazione rigida in assenza di quadri fessurativi.
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